La vallata del Sant’Agata

Giovanna Catalano

Giovanna Catalano

La fiumara Sant’Agata è uno dei principali corsi d’acqua che delimitano il territorio comunale di Reggio Calabria e, insieme ai torrenti Annunziata e Calopinace, definisce il complesso sistema delle vallate reggine, che rappresentano le unità paesaggistiche fondamentali per comprendere le dinamiche di trasformazione e di sviluppo dell’ambiente urbano ed extraurbano della città dello Stretto.

Dal punto di vista amministrativo, il torrente Sant’Agata, insiste all’interno dei comuni di Cardeto e Reggio Calabria e, definendo un percorso più o meno articolato di circa 54 km, nasce alle pendici dell’Aspromonte per poi sfociare nei pressi dell’area industriale reggina, in un tratto di costa delimitato a nord dal complesso delle O.ME.CA Ansaldo Breda ed a sud dal territorio di pertinenza dell’aeroporto della città. È caratterizzata da una profonda varietà paesaggistica e culturale poiché, grazie alla sua estensione, ingloba territori costieri, pedemontani e montani.

Poche informazioni si hanno sulla storia di questa vallata che, fino al Settecento accoglie esclusivamente gli insediamenti di Cardeto e della Motta Sant’Agata. Gabriele Barrio, che nel 1571 scrive la prima storia della Calabria, evidenzia il forte rapporto esistente tra la fiumara, allora navigabile e utilizzata come risorsa alimentare, e la popolazione.

Questo legame di coesistenza tra luoghi e abitanti viene spezzato nei secoli successivi a causa di una serie di eventi catastrofici che interessano tutta la vallata. Tra questi, sono sicuramente i due grandi terremoti della storia dello Stretto, quello del 1783 e quello del 1908, a cambiare radicalmente la percezione e la fruizione di questi luoghi. Con il terremoto del 1783 infatti, viene avviata in città un’opera di ricostruzione urbanistica che, in accordo con le contemporanee teorizzazioni sulla progettazione delle grandi capitali europee, cambia radicalmente il volto della città storica a favore di un impianto regolare a direttrici ortogonali. Con le scosse del 1908, distrutti completamente gli antichi centri abitati, vengono fondati nuovi insediamenti urbani lungo la vallata, come le frazioni di Cataforio, San Salvatore e Gallina.

A seguito delle alluvioni degli anni ’50, tutti i territori limitrofi alla fiumara vengono interessati da un’intensa attività edilizia, di carattere prettamente speculativo, che contribuisce in maniera irrimediabile alla trasformazione del paesaggio della vallata. Caso emblematico è rappresentato dal centro di Cardeto, il più vasto di tutta l’area, la cui vicenda ricostruttiva è assimilabile a quella di Roghudi, in Area Grecanica, in cui l’abitato storico viene forzatamente sfollato a favore di nuovi insediamenti urbani la cui progettazione e realizzazione non ha tenuto conto del complesso tessuto culturale e tradizionale della popolazione che li avrebbe dovuti occupare e che, non riconoscendosi più in questi territori, li ha di fatto lasciati. Si pensi a Cardeto, per esempio, che nel 1951 conta più di 3479 abitanti, oggi poco meno di 1700. Questa operazione urbanistica, protratta fino agli anni Ottanta, ha compromesso irrimediabilmente il rapporto tra la fiumara e i territori della vallata, un rapporto ulteriormente pregiudicato dallo sviluppo incontrollato del centro urbano di Reggio Calabria che, con una serie di interventi urbanistici, ha di fatto obliterato e cancellato la presenza della fiumara stessa.

Oggi, i territori agatini, seguono le sorti dei paesi pedemontani calabresi, caratterizzati da uno spopolamento più o meno diffuso e dalla progressiva perdita dell’identità locale, sentenziando così in maniera irrimediabile la disgregazione sociale e culturale della nostra regione.

Elena Trunfio

Francesca Scaringi

Francesca Scaringi

Giorgia Foti

Giorgia Foti

Giovanna Catalano

Giovanna Catalano

Domenico Lofaro

Domenico Lofaro

Valter Cozzupoli

Valter Cozzupoli

Gianluca Chininea

Gianluca Chininea


Share and Enjoy:
  • Print
  • Digg
  • StumbleUpon
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks

Commenti

Commenti